Le Giardino dei Giusti à Locarno : « Un jardin dont il faut prendre soin » (it)
Locarno, 18.09.2026 — Discours du conseiller fédéral Ignazio Cassis à l'occasion de l'inauguration du Giardino dei Giusti à Locarno. Seul le texte prononcé fait foi.
Signora presidente del Consiglio di Stato,
Signor Sindaco di Locarno,
Signor presidente della Fondazione Spitzer,
Signore e Signori,
otto anni fa, nel 2018, ebbi l’onore di inaugurare il Giardino dei Giusti di Lugano.
Dissi allora che un giardino è una memoria viva. Un luogo di cui prendersi cura, uno spazio che fiorisce e muta con le stagioni.
Un punto d’incontro tra il nostro presente e le scelte di chi ci ha preceduto.
Oggi, qui a Locarno, quelle parole conservano tutto il loro significato.
Ma il mondo intorno a noi è profondamente cambiato.
1. Scelte che contano
In questi otto anni abbiamo visto tornare la guerra sul nostro continente. Sono riemerse logiche di potenza e sfere d’influenza che pensavamo di avere superato.
Realizziamo, una volta di più, che pace e libertà non sono mai acquisite una volta per tutte.
Per germogliare, hanno bisogno di istituzioni solide e disponibilità al dialogo.
Ma dipendono anche dalle scelte delle singole persone.
È questo il messaggio che ci trasmettono i Giusti.
Le loro storie sono diverse. Diverse sono le loro origini e le circostanze nelle quali hanno agito.
Ciò che li unisce è la scelta di non rimanere indifferenti di fronte alla guerra, alla persecuzione politica, alla discriminazione, alla negazione della libertà.
Le loro storie ci ricordano che anche nei momenti in cui la storia sembra essere determinata da grandi potenze e grandi eventi, le scelte individuali contano.
2. Ticino, frontiera aperta
Nel 2018 parlai del Ticino come di un «Cantone aperto».
Il Ticino, lo sappiamo, è terra di frontiera.
E una frontiera può separare. Ma può anche diventare luogo di passaggio, di incontro, di accoglienza.
Il Locarnese ne porta numerose tracce nella propria storia: tante persone in fuga hanno trovato in questi luoghi protezione o una nuova patria.
Nel 2022, qui a Locarno, ebbi l’occasione di incontrare Fishel Rabinowicz, sopravvissuto alla Shoah.
Mi accolse a casa sua, mi mostrò i quadri da lui realizzati. Portavamo la mascherina, a causa della pandemia.
Ricordo in particolare una sua frase, tanto semplice quanto sconvolgente:
«Fino a quel momento avevo un nome. Nel campo di concentramento diventai un numero».
Una frase che dice, in poche parole, che cosa significhi privare un essere umano della sua identità e della sua dignità.
3. Contro l’intolleranza
Signore e Signori,
in un clima di crescente instabilità e rivalità geopolitiche, il rischio di intolleranza aumenta.
Contrastarla significa difendere non soltanto chi ne è direttamente vittima, ma anche la coesione e la libertà delle nostre società.
Lo scorso febbraio, la Svizzera ha organizzato a San Gallo una conferenza internazionale dedicata alla lotta contro l’antisemitismo, l’intolleranza e la discriminazione.
Erano presenti i 57 Paesi dell’OSCE, la più grande organizzazione regionale di sicurezza al mondo, che quest’anno la Svizzera presiede per la terza volta.
Pochi giorni fa, a Berna, ho presentato il futuro memoriale nazionale dedicato alle vittime della Shoah e delle persecuzioni naziste.
Oggi, a Locarno, inauguriamo un nuovo Giardino dei Giusti.
Sono iniziative diverse. Ma tutte partono dalla convinzione che ricordare non sia un esercizio rivolto soltanto al passato.
4. Prendiamoci cura del nostro giardino
Nel 2018, a Lugano, ci siamo posti una domanda: a che serve, in fondo, ricordare?
Otto anni dopo, la risposta è ancora più evidente.
Ricordare ci aiuta a capire quanto rapidamente ciò che consideriamo stabile possa essere rimesso in discussione.
Ci aiuta a riconoscere per tempo i segnali dell’intolleranza e della discriminazione.
E ci ricorda che la libertà comporta anche una responsabilità.
Un giardino è, in questo senso, un simbolo semplice.
Cresce nel tempo e richiede cura.
Anche i valori sui quali si fonda la nostra convivenza hanno bisogno di continuità e di cura costante.
Questo Giardino ce lo ricorderà. Sta a noi prendercene cura.
Grazie.
